Fuoco e fiamme




Italia 1969, nei primi 6 mesi impera nelle classifiche Fabrizio De Andrè e Mina, prima che arrivi Lucio Battisti a spiazzare tutti con le sue nuove melodie… E alla fine di Gennaio, al festivalone nazionale, vince una canzone cantata dall’antico ciuffettone di Bobby Solo e dal naso ancora nature di Iva Zanicchi: Zingara. Quindi l’Italia, all’inizio del 1969, premia un quanto mai improbabile duo, che chiede “Prendi questa mano zingara”; finalmente qualcuno che mette in musica una polverosa didascalia di un quadro di Caravaggio (che dio mi perdoni e non mi fulmini). E il pur grande Battisti, si affatica a tener testa ad un pirotecnico Wilson Pickett, che proietta nel futuro “un’avventura”, e per questo non viene capito e arriva solo al 9° posto. Prima di lui ci sono: al primo posto l’epic-honey “Lontano dagli occhi” di Endrigo, di seguito la sconosciuta “Un sorriso” di Don Bachy/Milva, il musicarello “Un’ora fa” di Leali, lo yeye di “Ma che freddo fa” di Nada/Rokes, e poi “La pioggia”, “Tu sei bella come sei”, “Il gioco dell’amore”… Ma la cosa peggiore accade ad un altro duo (anche questo improbabile) Gabriella Ferri/Stevie Wonder con la gradevole e strana canzone “Se tu ragazzo mio”: vengono nientemeno esclusi dalla finale… È vero Stevie Wonder non ricorda molto bene le parole… forse canta in un modo strano e sembra che sia avanti 10 anni… forse è troppo abbronzato e in una tv ancora in bianco e nero non si vede bene… insomma è un fenomeno nuovo e tutto ciò è imperdonabile per la casalinga di Voghera. Niente! Caro Stevie, in finale non ci vai, tanti saluti e te ne torni ‘a ‘merica! A bello qui stamo in Italia… In italia, sì! Proprio il belpaese, dove Stevie Wonder viene escluso e Bobby Solo vince… così tanto per gradire. È per questo che vince “Zingara”, perché, giustamente, la canzone italiana si chiede “che destino avrò?”. Ma questo è un discorso vecchio: l’anno prima, ultimo e penultimo erano arrivati rispettivamente Dionne Warwick e Louis Armstrong, santiddio! E due anni prima pure peggio: a maggio ‘67 quando esce “Are you experienced?” di Jimi Hendrix, il primo album in classifica è Gianni Morandi (onore e gloria) e secondo classificato è IX° Zecchino d’Oro (sempre sia lodato!).
Nello stesso periodo in cui in Italia c’è questa temperie musicale dove non si sa dove si va, nel mondo discografico anglosassone ci sono vere e proprie tempeste musicali che creano nuove strade come i pionieri.
Pochi giorni prima, del festivalone intendo, siamo al 12 gennaio, esce il nuovo disco di un gruppo misconosciuto… dal nome inquietante: Led Zeppelin. Il turbamento è dovuto al fatto che non è un nome molto felice, perché legato ad uno dei disastri aerei più cruenti della storia, sicuramente quello che fece più impressione, visto che, il più grande suppostone volante mai creato, fu immortalato da telecamere e macchine fotografiche mentre bruciava. Per capirci è come chiamarsi “Titanic” o “Moby Prince”: fa paura. Però c’azzecca.
Il loro album non ha titolo, solo “Led Zeppelin” e basta, come a dire “vi serva questo, ascoltate, qui c’è fuoco e fiamme”. E in effetti…
È costato in totale 1782 Sterline, per capirci 24mila Euro oggi, pochino? Può darsi, ma un costo forse un po’ alto se si pensa che il disco è stato registrato in sole 36 ore, quasi a dire buona la prima. Poi, certo, oltre l’affitto degli Olympic Studios, bisogna metterci l’ ingegnere del suono, il missaggio… e altre cosine, ma lontano da noi la volontà di fare i conti in tasca a Jimmy Page, 1782 Sterline e sto.
Ah! Nel totale è compresa anche la copertina, fatta da uno studio di design che ha dato il progetto a un suo collaboratore, tale George Hardie, britannico giovanotto di belle speranze, che sempre per capirci è quello che dopo qualche anno avrebbe fatto altre cover di album come The Dark Side of the Moon, sì, quella dei Pink Floyd col prisma.
Il disco viene messo in commercio e viene accolto dalla rivista Rolling Stones con un moderato pernacchio, in pratica gli viene criticato che scopiazzano i Jeff Beck Group, il cantante è vanesio come Rod Stewart ma lontano dalla sua carica sensuale, e quindi si consiglia a questo gruppo, che voleva rifarsi ai Cream, di trovare un altro produttore e altri materiali sonori. (Quando si dice un critico che ne capisce)
Certo, ci sono delle analogie con Jeff Beck Group; certo, le graffiature dei gridolini del cantante Plant ricordano quelle di Stewart; certo, il materiale dipende moltissimo dai Cream e da Hendrix, ma nonostante ciò quando esce, il pubblico è entusiasta e fa vendite record. Come spiegare tutto ciò? Semplice, le orecchie del pubblico ci sentono meglio di quelle dei critici. Scherzo!
Ma anche no. E già, perché il pubblico sente, e non sente solo con le orecchie. Quando una cosa è fatta bene, è fatta con onestà, il pubblico se ne accorge. Quando in un disco ci sono elementi geniali, il pubblico lo percepisce. E cos’è il genio se non fantasia, intuizione e velocità di esecuzione? Come si diceva in amici miei. E Io aggiungo anche capacità di mettere insieme elementi lontani tra loro per creare una forma nuova. Ecco i Led Zeppelin creano una forma nuova con fantasia velocità e intuizione unici.
Lascio ai mammasantissimi della musica e della critica, la disamina sulle note e gli accenti, sulle chitarre suonate con archetti e stacchi di batteria. Quindi ad altri e più illustri lascio di articolare i loro roboanti e particolarissimi studi sui brani. E se vi piace potete andare in internet per informarvi e su wikipedia per studiare dei Led Zeppelin vita e morte e miracoli. Anzi, fate una cosa, se volete riceverlo voi il miracolo, andatevelo ad ascoltare o a riascoltare il disco.
Appena dalle prime note vi accorgerete che anche se registrato la bellezza di mezzo secolo fa, sembra un disco nuovissimo. Anche a discapito di moltissimi dischi usciti un anno fa ma che si sente che so’ vecchiotti. Questo è ancora nuovo. Talmente nuovo che è diventato un evergreen. Quindi in una bella giornata di freddo mettere sul piatto il disco, può farci sentire più calore, ed era proprio l’effetto che Page voleva. È questo che scalda, che i Led Zeppelin, Plant e Page, fanno qualcosa di nuovo, sembrano già sentiti, ma prima di loro l’hard rock non c’è, dopo il 12 Gennaio 1969 sì.
Buon ascolto.

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