Così muore la musica dal vivo


La base della piramide

Prima di parlare di grandi successi, di classifiche, di grandi artisti e tour mondiali, ogni gruppo che si rispetti è passato per la gavetta del piccolo locale. Vorrei fare una premessa: i gestori di locali che scelgono di promuovere la propria attività con la musica dal vivo, imboccano una strada tortuosa ma piena di soddisfazioni, se fatta bene, e vanno ringraziati perchè oltre a poter offrire un nuovo servizio per il proprio locale, ne offrono uno ancor più importante per il proprio Paese: fanno cultura. Loro sono la base della piramide ed è estremamente formativa, sia per le band emergenti che per il pubblico. I locali possono trarne gran beneficio se le band hanno successo, pensate al Cavern Club di Liverpool e alla notorietà derivata dai Beatles!
Tutto molto bello ma, se fatto male, questo percorso può rivelarsi un vero e proprio suicidio per gli affari del locale e per la cultura musicale del nostro Paese.

Il gestore un pò distratto

Alcuni gestori, secondo me, sono un pò distratti. Magari hanno mille cose da fare e non si rendono conto di cosa c’è dietro una serata nel loro locale. Lo capisco, davvero, e quindi mi sembra utile spiegare cosa avviene dietro le quinte.
Innanzitutto la strumentazione. Una band, ad esempio, di quattro persone porta (ed implicitamente mette a disposizione del locale) una strumentazione di un valore pari almeno a 5.000 € tra chitarra, basso, batteria, amplificatore per chitarra, amplificatore per basso, impianto voce, microfono, cavi eccetera. Inoltre ci sono una serie di spese che la band sostiene per meglio affrontare la serata come il cambio di corde, plettri, bacchette, cavi nuovi, prese, adattatori ed altro ancora (tutti soggetti ad usura, tra l’altro). Se la band è fortunata ha un posto dove provare e magari riesce a limitare le spese per le prove, altrimenti deve sostenere costi maggiori per fittare una sala prove. Il caro gestore un pò distratto dovrebbe sapere che, anche se la band è estremamente preparata, qualche prova per la sua serata sarà comunque necessaria.
Veniamo al giorno della grande serata nel piccolo locale. In genere la band si vede molto prima per caricare tutta la strumentazione che serve. A tal proposito mi piacerebbe far sollevare un pò di amplificatori a qualche gestore, così, tanto per capire se dopo continuano a pensare che “tanto alla band non gli costa fatica”. Dopo aver caricato tutto, ci si mette in auto (pagando la benzina, come tutti) e si raggiunge il locale dove si fa un altro pò di attività fisica: si prepara il palco. Ah, che bello, saranno già passate circa tre ore ma il palco fa la sua figura, eppure la nostra band non ha ancora fatto neanche il 30% del lavoro. Giunge il momento del sound check, si prova, si mette in campo tutta la propria esperienza acquisita duramente con lezioni di musica, corsi, sul campo e provando e riprovando con molto sudore. Ma la musica è questa e ne vale sempre la pena. Dopo aver fatto magari un concerto di un paio di ore la band ha finito. Ma neanche per sogno. Deve ancora smontare tutto, mettersi in viaggio e riporre la strumentazione. Per un totale di circa otto- nove ore di attività.
Bene, ora il nostro gestore del locale e difensore della cultura italiana, un pò distratto, sa cosa si cela dietro una serata dal vivo della band ingaggiata! Hurrà !

Le frasi fatte del gestore distratto

Da qualche parte deve esistere un libro con tutte le frasi assurde che un gestore di locali può dire ad una band, altrimenti non si spiega come si possano mettere d’accordo. Ora, io non ho mai letto questo libro, ma dentro ci devono sicuramente essere queste frasi:
- “Non ti pago perchè ti do visibilità” / “Per ora suoni gratis per farti conoscere” Posto che sconsiglio sempre di suonare gratis perchè deprezza tremendamente il lavoro di un musicista e danneggia tutta la categoria (oltre ad essere illegale), in particolari e rari casi potrebbe essere utile promuovere la band suonando dal vivo. Ho detto rari e particolari casi. Non sempre. Per promuovere il tuo locale potresti mai immaginare di far mangiare sempre tutti gratis? Forse faresti qualche sconto, in qualche occasione particolare.
- “Quanta gente porti?” / “Se non viene la gente non ti pago” Il PR, questo sconosciuto. Promuovere una serata spetta innanzitutto al locale (magari anche la band può e deve dare una mano a “spargere la voce”, ma non può essere questa l’unica strategia del locale). Se ad una serata ci sono solo le persone portate dalla band, è destino che il locale chiuda. Quelle persone non torneranno facilmente, hanno già visto il locale, ed hanno già visto la band. Non puoi fare affidamento solo su di loro.
- “Le altre band vengono a suonare gratis” Qualità differenti hanno prezzi differenti. Se continui ad acquistare cibo di bassa qualità, prima o poi chiuderai (nonostante i prezzi bassi) perchè si spargerà la voce: vale lo stesso anche per la musica. Creare eventi coerenti e di qualità , rendendo un locale riconoscibile per la musica che propone, non è facile, ma è importante.
- “Se prendi il panino/birra te lo scalo dal cachet” Trattare bene i musicisti è fondamentale per crearsi una fama positiva in quell’ambito. Ebbene si, anche i musicisti parlano tra loro, anzi, l’argomento “locale di qualità” è quasi all’ordine del giorno. Fatti una brutta fama tra i musicisti, e preparati a fare un buco nell’acqua con la musica.
- “Abbassate il volume, date fastidio alla gente” Salvo rari casi in cui, effettivamente, la band perde il controllo del proprio volume, nella restante maggior parte dei casi ci sono due problemi di fondo che derivano comunque da una cattiva gestione: in primis, se hai un locale di nove metri quadrati non chiamare una band brutal death metal (magari solo perchè porta gente) per poi chiedergli di suonare a basso volume; in secondo luogo, se decidi di fare musica dal vivo, dovresti pensare di trattare l’acustica del tuo locale nel modo migliore. Non conta solo la qualità del contenuto, ma anche il contenitore è importante, cosa penserebbero i tuoi clienti di un’ottimo panino servito però in un piatto sporco con delle posate rotte?

Il Cavern Club - ieri e oggi

Come potrebbe funzionare: viva la musica dal vivo

Il gestore distratto dovrebbe convincersi che la visibilità che viene generata attraverso una serata è reciproca (a meno che il locale non sia il Blue Note e la band non sia di 15enni alle prime armi). Magari il gestore dovrebbe effettuare una vera selezione delle band in base alla loro qualità (e non solo per il compenso più basso e per gli “amici” portati nel locale), solo così il locale si farà una fama duratura e non solo funzionale alla singola serata. Promuovere una serata spetta al locale, così come promuovere il miglior panino spetta al locale, non al cuoco! Investire sulla promozione è fondamentale e va messo in conto. Fare serate coerenti con il tipo di ambiente e con il tipo di pubblico su cui si vuole puntare paga molto di più di far suonare chiunque si esibisca in cambio di una pinta di birra! Il locale potrebbe diventare un riferimento per gli amanti di un genere. In questi casi il pubblico sarà anche più tollerante verso esibizioni con minore qualità (e quindi con costo minore) e sarà anche più disposto a pagare qualcosina in più per ascoltare la musica preferita. Preferire sempre le band originali piuttosto che cover e tribute band è un altro aspetto importante dal punto di vista culturale. Le band che suonano musica inedita creano una nuova identità culturale italiana e contribuiscono a colmare il gap che c’è con la musica straniera (specialmente made in UK o USA). Altrimenti resteremo sempre legati ai soliti stereotipi culturali che contraddistinguono l’Italia oramai da troppo tempo. Continuare a scegliere solo cover e tribute band implica che ti piace proprio essere il “mafioso, mangia-pizza, mandolino (con tutto il rispetto), gesticolatore rozzo, uè paisà” ed inoltre non educherai affatto le nuove generazioni all’ascolto e alla scoperta.

Conclusioni

Quando si pensa di fare musica dal vivo in un locale, non dovrebbe essere una scelta dettata dalla possibilità di speculare sulle band. Si tratta di un servizio di tutto rispetto che si vuole offrire ai propri clienti, ed in quanto tale andrebbe valorizzato e non mortificato, per il bene della musica, ma anche per il bene del locale!
Chissà se il gestore distratto e pieno di cose da fare avrà un pò di tempo per leggere...
Valerio Iovine

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