Diritti e rovesci d'autore in Italia


Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad una fuga all’estero da parte dei nostri autori e compositori, non solo fisicamente, ma anche per quanto riguarda la gestione del diritto d’autore. Questo è accaduto per alcuni nomi noti del panorama musicale italiano (come Fedez e Rovazzi, ad esempio) ma anche per molti artisti indipendenti e meno noti. Cosa sta succedendo? Quali sono i problemi che spingono a guardare ad alternative estere alla SIAE? In questo articolo cercheremo anche di fornire alcuni concetti di base sul ruolo della SIAE e sul diritto d’autore (in particolare per quanto concerne la musica) che potranno essere utili specialmente a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo un pò caotico e pieno di burocrazia.

I diritti....in soldoni

Nei sistemi di common law (ad esempio Stati Uniti e Gran Bretagna) si parla di copyright, letteralmente diritto di copia, e nasce nel momento in cui un’opera viene depositata presso un ufficio Copyright. Nei sistemi di civil law (come il nostro, ad esempio) si parla di diritto d’autore che differisce per vari motivi dal copyright, ma certamente il punto più significativo è che esso nasce nel momento in cui un’opera viene creata. Quindi, in caso di contenzioso, bisogna essere in grado di “provare” la data di creazione e la titolarità di un’opera e per farlo si possono utilizzare numerosi sistemi legalmente validi. La nostra Associazione, ad esempio, offre un servizio ai propri associati per certificare la paternità di un’opera e la sua data certa di creazione.
Oltre al diritto d’autore, chi crea l’opera ne detiene anche il diritto morale ed i diritti patrimoniali. Il diritto morale è inalienabile (non può essere ceduto dall’autore in alcun modo e alla sua morte può essere esercitato senza limiti di tempo dai suoi eredi) ed è il diritto di rivendicare la paternità dell’opera, di opporsi a modifiche o utilizzi che possano pregiudicarne la reputazione. Solo recentemente il sistema anglosassone ha introdotto il diritto morale. I diritti patrimoniali, invece, sono indipendenti dal diritto morale e possono essere ceduti. Essi hanno a che fare con l’utilizzo economico dell’opera e quindi sono, ad esempio, il diritto alla pubblicazione, al noleggio, alla trascrizione, all’esecuzione, all’elaborazione e così via.
Si noti, quindi, che l’autore detiene i diritti della sua opera sin dal momento in cui la crea pur non avendola depositata presso alcun ufficio. L’elemento essenziale è che egli deve essere in grado di provare, attraverso qualunque sistema, la data e la propria paternità dell’opera stessa. È chiaro che riscuotere i diritti patrimoniali relativi ad un’opera sarebbe un lavoro assai difficile se non impossibile da sostenere per un autore. Ad esempio, per un autore palermitano sarebbe davvero difficile scoprire se a Milano esiste una band che sta suonando il proprio brano in un locale. Ed è qui che entrano in gioco le Collecting Society, come la SIAE.

La SIAE

La SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) si occupa principalmente di corrispondere i diritti derivanti dall’utilizzo delle opere che vengono volontariamente depositate dagli autori e dagli editori. Contestualmente la SIAE può offrire anche un servizio di certificazione della paternità e della data certa dell’opera riferita al giorno in cui essa è stata depositata. La tutela economica offerta dalla SIAE si può applicare ad opere musicali, teatrali, letterarie e di arte visiva, cinematografiche, liriche e programmi software. Come per tutte le Copyright Collecting Society, in pratica, se creiamo un’opera possiamo demandare a loro il compito di riscuotere i proventi derivanti dal suo utilizzo in Italia e nel mondo grazie alla loro rete di collaborazioni con compagnie analoghe di altri paesi. Come detto, sarebbe un lavoro impossibile da sostenere per un artista, tuttavia va detto che nella maggior parte dei casi è impossibile persino per la SIAE stessa. In cambio queste società guadagnano attraverso la trattenuta di una parte di questi proventi ed alcune di esse (come la SIAE) prevedono anche una quota annua. Una modalità attraverso cui la SIAE percepisce i diritti di esecuzione di un’opera è il borderò (programma musicale), ad esempio, che va compilato ogni volta che viene riprodotta un’opera in pubblico e consegnato alla SIAE, pagando un corrispettivo, in modo che essa possa provvedere poi a ripartire tali proventi tra gli autori dei brani suonati.

La peculiarità italiana

Noi italiani amiamo distinguerci e questo campo non fa certamente eccezione. Abbiamo provato a cercare dei punti che potrebbero essere la causa di questa “fuga degli autori”:
  • La SIAE detiene un monopolio concesso dallo Stato sul territorio nazionale (solo la Repubblica Ceca, nell’Unione Europea, ha una situazione simile). Tuttavia l’UE è intervenuta a tal proposito garantendo agli utenti italiani la possibilità di iscriversi ad altre Collecting Society di altri paesi dell’Unione in cui vige un sistema concorrenziale. Permane però il divieto ad altre società italiane di svolgere attività di collecting analoga a quella attuata dalla SIAE.
  • La SIAE vieta all’autore di condividere le proprie opere anche senza scopo di lucro. In pratica è necessario, una volta depositata un’opera alla SIAE, passare attraverso di essa per la gestione dei diritti anche se si vogliono concedere a titolo gratuito.
  • La SIAE può esigere compensi anche per eventi non a scopo di lucro. Celebre il caso in cui una piccola festa con dei bambini di Chernobyl tenutasi in Italia si vide arrivare la richiesta di pagamento dei diritti pur non avendo alcuno scopo lucrativo; oppure il caso in cui una Onlus, in occasione delle celebrazioni per il 25 Aprile, suonò l’inno di Mameli ricevendo richiesta di pagamento dei diritti d’autore.
  • È sempre obbligatorio apporre il bollino SIAE (o più correttamente il contrassegno SIAE) su tutti i supporti di riproduzione (ad esempio i CD) con lo scopo di distinguere le copie originali da quelle pirata. I bollini hanno un costo variabile in base al prezzo di vendita e possono essere distribuiti solo dalla SIAE. Non importa che le opere contenute sul supporto siano tutelate dalla SIAE o da un’altra società estera, e non importa neanche se queste copie siano omaggio o destinate alla vendita (anche se per le copie omaggio il costo dei bollini è inferiore). Tuttavia se le opere contenute su un CD sono tutelate da un’altra società il prezzo che si andrà a pagare è solo quello della “vidimazione”, altrimenti si devono pagare anche i compensi per il diritto d’autore. La differenza di costo tra i due casi è enorme. Prendiamo in esame 1000 bollini per la vendita, se le opere sono tutelate dalla SIAE si va a pagare mediamente circa 1700€ (oltre la quota annua) mentre per opere tutelate altrove 30€.
  • Gli autori possono iscriversi alla SIAE come Associati o come Mandanti. Dal punto di vista pratico gli associati possono partecipare all’Assemblea ed hanno diritto di voto attivo e passivo, pagano annualmente (circa 280 euro); i Mandanti invece non hanno alcun diritto di voto ed il loro rapporto con la SIAE ha una scadenza di 5 anni dopodiché è necessario un rinnovo per continuare ad avere i loro servizi, infine i Mandanti pagano anticipatamente (circa 220 euro l’anno).
  • La complessa "Ordinanza di ripartizione dei diritti" fa sì che per alcune classi e attività (ad esempio i "concertini"), non vi sia certezza per l'autore di percepire i diritti, anche se gli organizzatori sono comunque tenuti a pagare.
  • La SIAE attua una tassazione preventiva, nota come Equo Compenso, su tutti i dispositivi in grado di riprodurre materiale tutelato da diritto d’autore poiché si parte dal presupposto che quasi certamente si farà una copia privata non dichiarata di qualche opera protetta da diritto d’autore. In pratica si paga preventivamente una tassa alla SIAE ogni volta che si acquistano beni come cellulari, CD rom, DVD, Blu Ray, masterizzatori, hard disk, pen drive, schede di memoria, PC, portatili, tablet, cellulari, decoder, lettori MP3, musicassette, pellicole fotografiche, e molto altro ancora. Secondo Confindustria i proventi dall’Equo Compenso per la SIAE sono di 300 milioni di euro all’anno, anche se con un comunicato la SIAE si è detta non ancora soddisfatta di tale cifra.
  • Oltre all’Equo Compenso, la SIAE prevede altre tassazioni forfettarie per utilizzi di opere difficilmente quantificabili, ad esempio discoteche oppure negozi e centri commerciali in cui sono presenti delle casse per diffondere la musica.
  • L’Equo Compenso e le altre forme forfettarie di tassazione vengono in parte trattenute dalla SIAE per la gestione del servizio, ed in parte distribuite agli autori proporzionalmente ai diritti d’autore già ricevuti per l’anno in questione. Il principio è che se in un certo anno i tuoi brani sono stati molto popolari e quindi hai già ottenuto molti soldi, è giusto che tu ne abbia ancora di più dai proventi forfettari poiché è molto probabile che quei soldi siano stati generati grazie ai tuoi brani.
  • Ogni associato SIAE ha diritto ad un voto, più uno per ogni euro percetipo dai compensi.
  • Il 65% degli iscritti alla SIAE percepisce meno di quanto spende per la quota annua. Questo dato fa pensare che la maggior parte si iscriva alla SIAE per tutelare la paternità della propria opera attribuendole anche una data certa di creazione, visto che in realtà non riceve nulla (è anzi debitore nei confronti della SIAE) dal suo utilizzo. A questi autori converrebbe utilizzare altri sistemi molto più economici per questo scopo.
  • Molto spesso l’Antitrust e l’Unione Europea sono intervenute contro il potere della SIAE ed ancora oggi esistono nodi da sciogliere che causano poca chiarezza e norme contraddittorie.

Conclusioni

Probabilmente in molti altri paesi europei la presenza di un mercato libero sta portando ad uno sviluppo di forme di tutela e di collecting del tutto innovative e concorrenziali e questo influenzerà senz’altro la situazione italiana. Nel frattempo è bene informarsi sulle possibilità offerte dai numerosi servizi come Soundreef (società di collecting fondata da due italiani ma, per ovvi motivi, con base a Londra) ai quali tutti gli autori, anche italiani, possono accedere.
Districarsi in questo mare sempre in evoluzione ed a volte un po’ tempestoso non è affatto facile, per questo la nostra Associazione costituisce un’ancora di salvezza per i propri soci informandoli ed aiutandoli nelle scelte più delicate.
Se hai dei dubbi oppure se desideri ricevere degli approfondimenti su questo tema, non esitare a contattarci!

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